Pane e panelle - Le ricette di casa mia

Alcune ricette di casa mia
....siciliane e no.......
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Pane e panelle
‘U pani chi panelle’
Il pane e panelle e' uno dei più classici e antichi esempi del mangiare di strada dei Palermitani. A Palermo e nel suo hinterland, questo semplice e prelibato panino imbottito lo si trova facilmente, in ogni angolo di strada, nelle friggitorie (panellari).
Le panelle sono delle frittelle realizzate con farina di ceci. Si mangiano assieme ad un panino (che puo' essere la mafalda o la muffoletta , ma comunque pane bianco) e' un formidabile pasto completo e soprattutto, economico.
Una volta  le panelle venivano mangiate mai  senza pane e solo nei luoghi deputati, cioe' il panellaro, al cui cospetto veniva consumato il panino. Di panellerie (Palermo e dintorni ne erano pieni).
La panelleria si giudicava dalla pulizia e dalla bella disposizione dei prodotti. Il panellaro riversava le panelle caldissime e gonfie sul piano inclinato forato, che funzionava come gocciolatoio dell’olio superfluo,  e dopo riempiva i panini o meglio le mafalde che poi serviva al cliente. I panini con le panelle venivano accompagnate solitamente con le gassose (normale o al caffe').
I panellari usavano ed usano (i pochi rimasti) delle formelle di legno levigato di forma rettangolare con incisi in rilievo motivi floreali. Sulle formelle veniva spalmato con una paletta (tipo gelataio) l’impasto che, indurito, dava luogo alla panella cruda. Il motivo floreale era un segno di riconoscimento perche’ il disegno si evidenzia solo sulla panella fritta da poco, poi si perde. Questo disegno, permetteva di riconoscere le panelle fritte da poco da eventuali panelle vecchie rifritte.
Le panelle una volta si vendevano dai primi di dicembre fino a Natale, con il picco piu' alto per Santa Lucia (e d’uso nel palermitano il 13 dicembre non mangiare farinacei derivati dal frumento. Per cui si mangiavano piu' panelle). In seguito finirono col diventare colazione o cena,  se non  l’unico pasto quotidiano dei poveracci.
Oggi i panellari rimasti sono pochi e solitamente  alcuni vendono il pane con le panelle solo di mattina altri la sera. In compenso le panelle vengono sempre piu’ preparate in modo casalingo.
Io mettero’  la ricetta che mi ha insegnato mia sorella, che a sua volta, l’ha imparata da mia madre ed ancor prima da mia nonna, etc etc…..

Ingredienti per le panelle:
500 grammi di farina di ceci;
2  litri circa di acqua;
Sale  q.b.;
Pepe q.b. (facoltativo);
Un ciuffo di prezzemolo tritato (facoltativo);
Olio di semi per friggere.

Preparazione:
Far sciogliere, a freddo, la farina di ceci nell’acqua,con il sale e se lo gradite eventualmente il pepe, facendo molta attenzione che non si formino grumi.
Cuocere a fuoco basso mescolando continuamente,  inzialmente con una frusta (vi aiuta a non formare grumi) in seguito con un cucchiaio di legno (bisogna fare attenzione a non farla attaccare al fondo della pentola), fin quando otterremo una crema piuttosto morbida ma ben compatta. Prima di fine cottura, continuando a mescolare, aggiungere il prezzemolo tritato (facoltativo).
A questo punto spalmare l’impasto ottenuto su delle apposite formine di legno( ma e’ difficile che li abbiamo). Io verso l’impasto in una forma di Plum Cake oppure potete usare una scatola di latta di olio di semi senza i coperchi. Fare raffreddare levare l’impasto ormai solido e freddo dalla forma e tagliate a fettine di 3-4 millimetri, adagiarle in un  piatto (si possono anche sovrapporre) e friggerle (possibilmente in friggitrice) in abbondante olio bollente. In pochi minuti saranno imbiondite e le metteremo su carta assorbente da cucina.
Vanno mangiate calde con appositi panini (“mafalde”, “mafaldine”, ecc.), ma in mancanza va bene qualsiasi pane bianco.
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